Bake off Italia 5- Dolci in forno, la recensione


Analisi critica della prima puntata del cooking show dedicato alla pasticceria in onda su Real time

La formula è sempre la medesima, ma subisce un processo di continua spettacolarizzazione di anno in anno. La prima puntata di Bake off Italia 5- Dolci in forno, andata in onda su Real time venerdì 1 settembre, ha mostrato chiaramente che il legame con la formula tradizionale diventa sempre più flebile.

Innanzitutto il cast dei partecipanti al cooking show dedicato alla pasticceria è stato scelto con particolare maestria: variegato, eterogeneo, rappresentativo di una società multi culturale e anagraficamente molto differente. Abbiamo incontrato studenti, agricoltori, ballerini, casalinghe, pensionati, farmacisti, impiegati, persino la naturopata: tutti con un episodio personale da svelare, tutti con il sogno di partecipare al programma per il quale, hanno confessato di aver già fatto delle rinunce.

E così, tra una torta farcita,una prova tecnica ed una “wow”, fanno capolino subito le storie personali dei partecipanti. Vicende di vita quotidiana, di sogni, di speranze e di aspettative si sono intrecciate ai profitelores al cioccolato e ai rotoli allo zabaglione con pinoli caramellati. Su queste storie si costruiranno le puntate del programma, sottolineate dalla conduzione di Benedetta Parodi, molto più ansiogena rispetto al passato.La padrona di casa ha mostrato un approccio meno sereno e rassicurante nei riguardi dei partecipanti, contribuendo così, a cambiare il clima gioioso che, invece, si respirava nelle edizioni precedenti.

Apparentemente, un trionfo di buonismo e di bontà domina nel programma. Lo si percepisce dagli atteggiamenti dei giudici di gara e della stessa conduttrice. Tutti cercano di attenuare la disperazione dei concorrenti eliminati con parole consolatorie accompagnate dall’esortazione scolastica “continua a preparare dolci”. Lo si avverte, virtualmente, nelle composizioni pasticcere che hanno il privilegio di ripetuti primi piani e che, accanto alla (quasi) perfezione della preparazione, sembrano volercene trasmettere i sapori. Un espediente per stimolare la golosità di una platea televisiva abituata a veder cucinare sul piccolo schermo e perciò sempre più sofisticata e dai gusti pretenziosi. Tutto questo il team di Bake off Italia 5 lo ha capito. Da qui l’esigenza della spettacolarizzazione che si concentra soprattutto nella terza ed ultima sfida: la “prova wow” introdotta lo scorso anno.

Prima il programma scorreva in maniera più snella.

Su tutto spicca la location tradizionale in cui si svolge il programma: il giardino antistante villa Annoni nei pressi di Milano. Le telecamere hanno sottolineato la maestosità dell’edificio visto dall’esterno ma soprattutto l’ambiente quasi bucolico in cui sono stati “immersi” i partecipanti. Un tripudio di verde, un’oasi felice, dove però si consumano, settimana dopo settimana, le delusioni di chi ha dovuto abbandonare i forni di Bake off Italia.

Dunque non tutto è così idilliaco. Ancora una volta le esigenze televisive hanno la meglio.

Infine, il nuovo giudice Damiano Carrara, classe 1985, che affianca Ernst Knam e Clelia D’Onofrio. E’ evidente che è ancora in fase di elaborazione del suo ruolo. Tende ad essere dalla parte dei concorrenti in maniera, spesso, spiccatamente vistosa. Ne valuteremo l’evoluzione.



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