Italia 1 propone, da questa sera, il programma Fattore umano presentato come un esperimento sociale finalizzato ad indagare gli effetti prodotti sulle persone da particolari situazioni. Più in dettaglio, si vuole indagare il comportamento sociale in determinati contesti.
Dopo venti puntate, al timone di Kilimangiaro- Ci divertiremo un mondo, Camila Raznovich si dichiara soddisfatta del percorso compiuto e promuove a pieni voti la sua conduzione. Il programma dedicato ai viaggi, in onda nel pomeriggio domenicale della terza rete ha superato, dice la Raznovich, la fase critica e si è assestato su buoni risultati di ascolto, persino superiori alle aspettative della vigilia. Abbiamo incontrato la padrona di casa che traccia un bilancio del nuovo corso del Kilimangiaro e svela il suo prossimo obiettivo professionale.
Carlo Conti non si è sottratto ad interviste prima dell’inizio del festival di Sanremo da lui gestito. Ma ha avuto un’abilità straordinaria nell’evitare le domande più “scottanti”, quelle finalizzate a captare anticipazioni sulla manifestazione e sugli ospiti. Se si provava a chiedere, nei corridoi di viale Mazzini, qualche notizia sugli eventuali personaggi che sarebbero saliti sul palcoscenico dell’Ariston, quasi tutti si trinceravano dietro un “non so nulla”. Conti è stato bravo nel centellinare le notizie e tenere desta l’attenzione su uno dei pochi festival senza polemiche.
E’ accaduto anche questo nel corso della settimana in cui è andato in onda il festiva. Leggete qui
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Un’Italia che, almeno sul palcoscenico dell’Ariston, ha mostrato la sua faccia migliore. Quella di un Paese ripulito da ogni volgarità televisiva che può concedersi il lusso di sperare nel tanto auspicato rispetto per il telespettatore. Un’Italia che ha trovato in Carlo Conti il suo rappresentante migliore: il professionista, mai sopra le righe, che ha ripristinato le vecchie regole della liturgia sanremese rivisitandole all’insegna della cross- medialità. Per una settimana, tra palinsesti svuotati di contenuti concorrenziali, la 65esima edizione del Festival di Sanremo, ha riunito sotto la comune bandiera delle canzonette, un popolo desideroso di evasione dall’asfissiante cronaca nera e dalla grossolanità di programmi ripetitivi.
Carlo Conti ha catalizzato l’attenzione di dieci milioni di telespettatori su una formula spettacolare che, pur presentando alcuni aspetti meno consoni al target di Rai1, ha saputo assorbirli, renderli inoffensivi. La drag queen Conchita Wurst, la rappresentazione di un matrimonio gay proposta nell’intervento di Luca e Paolo, l’infelice battuta di Alessandro Siani rivolta ad un bambino obeso, la RIP-parade sugli artisti scomparsi legati alla kermesse sanremese, sono soltanto alcuni esempi di una intemperanza ridimensionata dalla garbata presenza di Conti.
Lo schema ripropone le medesime atmosfere di Ballando con le stelle. Undici Vip si confrontano su una pista che, questa volta, è ghiacciata. Il confine tra il talent delle danze e Notti sul ghiaccio è labile. Molte le somiglianze. Lo conferma anche la presenza di alcune coppie che si erano già esibite nelle performance ballerine.
Se l’intenzione era di realizzare una sorta di thriller psicologico, il tentativo non è riuscito. La prima puntata della nuova serie Il bosco, andata in onda su Canale 5 ha mostrato tutti i limiti di una sceneggiatura che vorrebbe essere accattivante ma che, invece, cade puntualmente, nei soliti luoghi comuni.
Una sceneggiatura a macchia di leopardo, fragile, con la pretesa di essere onnicomprensiva. Un’interprete che sembra l’incarnazione dell’espressione unica recitativa, una serie infinita di stereotipi, una rappresentazione scenica che certamente non sarebbe piaciuta alla protagonista.
Sono tornati i Braccialetti rossi. Ma la loro vita e la loro storia sono profondamente cambiati rispetto alla passata edizione. Ra1 ha trasmesso la prima puntata della seconda serie. E l’atmosfera è diventata sempre più drammatica, soprattutto per quanto riguarda il destino di Leo.
La 65esima edizione del festival della canzone italiana ha rappresentato una sorta di “Restaurazione” sanremese. Bandite le atmosfere radical- chic dell’era faziana, la kermesse canora è tornata a parlare al grande pubblico e alle famiglie. Il conduttore, Carlo Conti, lo ha fatto in maniera trasversale, guardando alla società moderna ma con un occhio attento alla tradizione del varietà.