Un esordio consumato tra la contestazione iniziale che ha bloccato il monologo paternalistico di Fabio Fazio, le pretese canterine e artistiche di Fabio Fazio, le battute a doppio senso della Littizzetto, le infinite pause pubblicitarie, il play back di Raffaella Carrà. E il sipario che non si apriva nei primi minuti: evento che Fazio ha cercato di non far notare. Queste le sensazioni suscitate dalla prima serata del festival di Sanremo 2014.
Una bella favola ispirata alla realtà, un evento che ha interessato le cronache internazionali quando, nel 2000, Gianni e Pino Maddaloni portarono l’Italia sul gradino più alto del podio alle Olimpiadi di Sydney vincendo l’oro nella disciplina del judo. Venivano da Scampia, periferia degradata di Napoli.
Seconda festa di compleanno organizzata da Porta a porta per festeggiare i 60 anni della tv. E Pippo Baudo è apparso soltanto attraverso le sue trasmissioni. Non era presente nello studio. E’ stato ritenuto persona poco gradita per i noti fatti accaduti tra Bruno Vespa, il padrone di casa, e lo stesso Baudo in occasione del programma che condussero insieme per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Correva l’anno 2011.
Una vicenda di cronaca simile alle tante raccontate quasi quotidianamente dai notiziari televisivi. Una storia drammatica di ordinaria criminalità organizzata che colpisce al cuore le aziende in crisi, annienta le capacità decisionali degli imprenditori e li spinge a gesti inconsulti.
Prima puntata del talent show canterino Ti lascio una canzone in onda su Rai1. Il programma ha mostrato subito, fin dalle prime immagini, la sterzata buonista che si è voluta dare alla presenza dei bambini in gara. Ma l’Auditel è stato impietoso: 19,40% per Rai1 contro il 26,12% di Canale 5.
Finalmente è arrivato su Rai3 Per un pugno di libri con la nuova conduzione di Geppy Cucciari. Il programma avrebbe dovuto tornare in video lo scorso 25 gennaio ma, senza alcuna spiegazione da parte della rete, non è mai stato trasmesso.
L’opinione del sacerdote è sempre molto ricercata, soprattutto su fatti di cronaca con risvolti etici e morali. Inizia allora la corsa all’intervista al religioso, spesso all’alto prelato, per raccogliere la sua opinione su tematiche di attualità. Quasi sempre i religiosi sono disponibili, felici di poter fornire un contributo al dibattito in corso. Contrariamente agli altri personaggi, il sacerdote non fa domande su chi è il suo interlocutore. Per cui l’intervista scivola quasi sempre sui binari della cordialità e della comprensione reciproca.
Ho conosciuto anche per lavoro, molti religiosi, da Don Antonio Mazzi a Suor Paola, la suora che tifava per la Lazio spesso ospite di Quelli che il calcio. Tutti hanno sempre sottolineato l’importanza che per loro ha la corretta comunicazione, tutti cercano di arrivare in maniera corretta al giovani. In particolare Monsignor Ersilio Tonini anche quando, negli ultimi tempi, non era più sorretto da buone condizioni fisiche
L’affollamento dei preti in tv ha sempre interessato i mass media. Vi proponiamo questo articolo che affronta la presenza dei religiosi sul piccolo schermo anche nelle tv straniere
E’ vero che la tv dà spazio solo ai sacerdoti allineati con la cultura dominante? Scopritelo qui
Il quotidiano Avvenire così si esprime a proposito di Don Matteo
Atmosfere cupe, buie, recitazione quasi sussurrata, sceneggiatura molto labile. La miniserie L’ingegnere, che ha esordito il 27 gennaio su Rai1 in prima serata, ha mostrato una quantità maggiore di punti deboli rispetto alle altre due miniserie Il commissario e Il giudice che compongono la trilogia dedicata a Gli anni spezzati.
La sofferenza dei bambini è sempre un argomento di grandissimo impatto emotivo. Uno dei pochissimi argomenti dinanzi al quale sorge spontaneo, un solo, drammatico, interrogativo: “perchè?” Un senso di cocente ribellione annienta la razionalità che non riesce più a contenere l’angoscia e lo strazio. Braccialetti rossi, la serie all’esordio domenica 26 gennaio su Rai1, ha voluto stemperare il dolore per la malattia con un inno all’ottimismo e alla speranza.