Da una puntata della Domenica sportiva nella quale si discute su come evitare la violenza negli stadi. Queste le regole individuate.
Il campo sarà trasformato a prova di bomber e la classifica dei capocannonieri cederà il posto a quella dei capo-bombardieri. Lo scontro a cui settimanalmente assisteremo non sarà più tra due squadre in campo, ma tra le forze dell’ordine e quelle del disordine. Ogni giocatore sarà protetto da una personale guardia del corpo, per cui gli uomini in campo non saranno più ventidue ma quarantaquattro, disposti, secondo uno schema già collaudato, in fila per sei col resto di due.
L’arbitro, oltre ad una fitta rete di protezione, indosserà uno speciale elmo, già omologato dalla Lega Italiana Calcio, l’elmo di Scipio con navigatore incorporato.
Ogni volta che in campo esploderà un petardo, gli spettatori, sugli spalti lo accompagneranno al grido di Bim Bum Bam.
I petardi lanciati in trasferta varranno il doppio. E, in caso di parità al Novantesimo minuto, si ricorrerà ai petardi supplementari. Vince la squadra che avrà il maggior numero di sopravvissuti.
Domenica scorsa ha esordito in prima serata la soap opera Il segreto conquistando un buon bottino di pubblico: il 15,8% di share e 3milioni e settecentomila spettatori. La soap opera, in onda su Canale 5, conquista nella fascia pomeridiana della rete un gradimento addirittura superiore a quello di Beautiful. Ma quali sono i motivi di un tale successo?
Un one man show sarebbe stato sicuramente meglio. E non avrebbe penalizzato Gigi D’Alessio che ha concesso ad Anna Tatangelo spazi e performance al di sopra delle sue reali possibilità artistiche. E’ la sensazione che si è fatta strada già dalle prime immagini di Questi siamo noi, il programma andato in onda su Canale 5, il 25 novembre con Gigi D’Alessio e Anna Tatangelo.
Conduttrice dell’ultima edizione di Domenica in e attualmente al timone di Citofonare Cuccarini, programma in onda quotidianamente su Radio1, Lorella Cuccarini sarà questa sera l’ospite d’onore della serata charity Trenta ore per la vita in concerto, al teatro Brancaccio di Roma. Socio fondatore e testimonial della stessa associazione Trenta ore per la vita Onlus, la Cuccarini anticipa sia i suoi progetti futuri che quelli dell’associazione.
Se esistesse uno strumento per la misurazione della violenza, assorbita attraverso la tv, andrebbe in tilt molto presto. Perchè registrerebbe i valori massimi solo dopo poche ore di esposizione al tubo catodico. Avremmo così la conferma scientifica che gli spettatori sono vittime (a volte inconsapevoli) di una tele-violenza che si manifesta sotto forme differenti: violenza intellettuale, fisica, morale, psicologica e, col tempo, dosi sempre crescenti possono procurare seri danni. A volte si perdono finanche i riferimenti delle regole civili di convivenza.
La violenza in tv è presente ovunque: dai Tg alle trasmissioni di informazione, nel comportamento dei cronisti che “aggrediscono” gli intervistati per estorcere dichiarazioni a qualsiasi costo, nei programmi di intrattenimento, persino nel varietà, nei documentari scientifici e nei cartoni animati. Sotto gli occhi del telespettatore la violenza assume molto più delle cinquanta sfumature di grigio: quel drammatico grigio che avvolge un po’ tutta la programmazione.
La violenza verbale nei talk show viene declinata ai massimi livelli: è un vanto alzare il tono della propria voce per sovrastare quella degli altri in un crescendo di urla e insulti. In contenitori come Pomeriggio 5, Linea gialla, Uomini e donne, e spesso anche ne La vita in diretta, si fa violenza sul pubblico cercando di compiacere quel morboso voyeurismo che, forse, mai nessuno avrebbe immaginato di possedere.
Si alletta il telespettatore con i peggiori avvenimenti di cronaca nera: morti, assassini, sangue, stragi, delitti, scomparse misteriose, scandali e baby squillo. Si concede visibilità a delinquenti più o meno noti, se ne invitano i parenti in studio che li descrivono come persone degnissime. In quest’ottica vanno inquadrate le interviste di Barbara D’Urso a Michele Misseri al quale la conduttrice si rivolgeva con l’amichevole appellativo di “zio Michele”. Da segnalare, inoltre, le interviste, realizzate da programmi come Le Iene, a Schiavone, pentito di camorra, sul disastro ecologico della Terra dei Fuochi in Campania. Interviste che venivano poi riproposte in numerose altre trasmissioni.
In tal modo la tv, in nome dell’audience, tenta processi di “beatificazione” e di sdoganamento di personaggi equivoci e discutibili. Conduttori compiacenti si prestano a simili operazioni dinanzi alle quali la fascia di spettatori (la più fragile psicologicamente) acquisisce dei messaggi devianti. Si perdono così quei precisi riferimenti morali che separano il bene dal male. I personaggi, anche i più trash possibili, sanno che recarsi in uno studio televisivo, con la benedizione dei conduttori, significa uscirne rivalutati o quantomeno si riesce a insinuare negli spettatori il dubbio sulla scorrettezza dei loro comportamenti. La presenza di Lele Mora, della madre di Fabrizio Corona e della figlia di Vanna Marchi in programmi di informazione e di intrattenimento come Verissimo, sono degli esempi significativi del tentativo di riabilitazione televisiva.
C’è qualcosa di nuovo a Quelli che il calcio. L’ultima novità è rappresentata dalla parodia di Flavio Insinna fatta da Ubaldo Pantani . Il comico ha proposto una versione di Affari tuoi pomeridiana condotta da un improbabile ma somigliante Insinna- Pantani. Inoltre da qualche settimana il duo Nuzzo e Di Biase è impegnato nella rappresentazione caricaturale di un programma di intrattenimento che assomiglia tanto a Domenica live.
E’ calato il sipario sulla 56esima edizione dello Zecchino d’oro che ha laureato due canzoni vincitrici: Quel secchione di Leonardo e Due nonni innamorati. La manifestazione è l’unico programma canterino per bambini fatto da bambini, attualmente presente sulle reti generaliste. Anche quest’anno i padroni di casa dell’Antoniano di Bologna sono stati Pino Insegno e Veronica Maya.
Una recente inchiesta di Io donna, il settimanale del sabato del Corriere della sera, si chiedeva “Ma la violenza è davvero pericolosa”? Ecco la risposta
E l’Aiart (Associazioni Spettatori onlus) ritiene dannosa e intollerabile la violenza in tv. Lo fa attraverso questo servizio
Il professore universitario, giornalista e analista Gianpiero Gamaleri, ex componente del CdA della Rai, ha scritto un libro sull’argomento: Un orco di nome schermo: quale violenza delle immagini.
Su Rai 1 è andato in onda il film tv Il bambino cattivo di cui vi proponiamo la recensione. I bambini sono la parte più debole della società anche nella famiglie più felici ed io mi immedesimo pienamente in loro. Ha detto Pupi Avati alla presentazione del tv movie Il bambino cattivo andato in onda il […]
Lunedì 18 novembre. Mentre i social network erano mobilitati nel chiedere aiuto e fare in modo che i soccorsi giungessero sul posto attraverso un tam tam corale, la tv pubblica ignorava completamente il dramma della Sardegna. Sull’isola si moriva, le strade si aprivano ingoiando auto e persone, la gente letteralmente, affogava subissata dalla pioggia battente, e le reti di viale Mazzini continuavano imperterrite nella propria programmazione.