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Venerdì 4 aprile, NOVE ha mandato in onda una nuova puntata di Fratelli di Crozza. Il programma è proposto dalle 21:30 circa. Al timone c’è il comico Maurizio Crozza, che realizza monologhi ed imitazioni con le quali commenta i principali fatti di attualità.
Fratelli di Crozza 4 aprile, l’imitazione di Federico Rampini
Inizia Fratelli di Crozza del 4 aprile. Si parte subito con un monologo incentrato sui dazi: “Andiamo tutti negli USA, da oggi pagando 5 milioni si può andare a vivere negli Stati Uniti. Europa, svegliati: con le nostre aziende iniziamo a produrre qui. Solo così l’UE si può dire che s’è desta, anche perché fino ad ora s’è destra“.
Ancora su Trump: “Ha messo i dazi a tutti, anche ai pinguini, ma l’unica che non sembra essere preoccupata è Giorgia Meloni“. Parte proprio l’imitazione di Giorgia Meloni, che citando Monica Vitti intona una canzone dedicata ai dazi: “Pensa che colpo geniale se i dazi li paga l’Europa e io, che sono patriota, mi iscrivo alla patria di Trump“.
Si passa subito alla parodia di Federico Rampini: “Tutto il mondo sembra essere Trump, ma povero Donald. A New York, i lavoratori vivono a Brooklyn o a Queens e sono costretti a prendere le metro, vecchie e scrostrate. Povero Trump, mi ricorda il Teatro Kabuki, antico teatro giapponese che ho avuto il piacere di vedere“.
Il monologo sulla fuga dei laureati
Fratelli di Crozza del 4 aprile procede. Il comico realizza un monologo sulla fuga dei laureati, sostenendo gli alti costi sostenuti dallo Stato per ogni laureato. Inoltre, propone un focus sulle differenze di salari fra l’Italia e la Germania. Infine, ricorda che l’8 e il 9 giugno si svolge il referendum per la cittadinanza.
Proprio di quest’ultimo tema parla il finto Antonio Tajani, Ministro degli Esteri: “Essere cittadini italiani è una cosa seria, con la nostra riforma solo chi ha un genitore, anzi no, un nonno italiano serio, che era vivo nel 1861, ma dipende anche da quanti nonni seri uno ha. Inoltre, uno deve avere un nonno vissuto almeno per 150 anni. A noi non importa che la persona sia nera, l’importante è che l’abbia fatto almeno suo nonno“.
La serata prosegue con Carlo Calenda, che pochi giorni fa ha presidiato il congresso di Azione, durante il quale ha attaccato il M5S, sostenendo di volerli cancellare. A tal proposito, il comico ironizza: “Pinochet, in confronto, era Bersani“. Va in onda il finto Calenda: “Di fronte a me c’era Meloni, hai visto com’ero infervorato? Ho fatto un sacco di errori, ma non farò mai quello di stare con il M5S. Starò con loro a Genova? Ah sì? Prima o poi arriverò anche io al governo, lo dico anche a mia moglie, ma lei mi dice che da sei anni sto al 3% e che al massimo potrò entrare a Palazzo Chigi come rider“.
Fratelli di Crozza 4 aprile, la parodia di Vincenzo De Luca
Fratelli di Crozza del 4 aprile procede con l’imitazione di Vincenzo De Luca: “Quanto invidio Luca Zaia, mio collega che in Veneto farà almeno 60 mandati, il mio partito invece mette ostacoli al mio cammino. Hanno detto che in Campania si vive meno rispetto al Nord, ma la vera domanda è: perché uno dovrebbe campare più a lungo a Milano?“.
La puntata entra nel vivo con il Ministro del Made in Italy Adolfo Urso: “Ci dobbiamoci stare calmi, dobbiamo trasformare il Maometto di crisi in una opportunità“. Si arriva alla parodia di Red Ronnie: “La Brigliadori ha deciso di andare in onda alle 20:33 perché venti sono gli anni che Gesù aveva quando è morto, mentre trentatré era l’età finta, che vogliono farci credere. Poi arriverà Flavia Vento, che ha visto la Madonna in seggiovia“.
Infine, l’appuntamento termina con Vittorio Feltri: “Ho guardato La7 per sbaglio e mi sono infettato, ho la proletarite collaterale. La7 è comunista, da Gramellini a Cazzullo, evidentemente Cairo li prende così perché sono difettosi e costano meno“. Giunge al termine la serata.