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Da 21 anni Trenta ore per la vita ha realizzato oltre 750 progetti per circa 50 associazioni benefiche. Qual è il fine della campagna 2015?
Vogliamo garantire residenze per genitori costretti a spostarsi per far curare in centri lontani da casa, i figli malati di tumore. Si stanno costruendo due case accoglienza a Modena e Napoli che saranno inaugurate a fine anno. Sono in corso anche progetti di riabilitazione per bambini malati a Milano e Firenze. A Firenze l’obiettivo è prendersi carico di un bambino malato dall’entrata in ospedale fino alle dimissioni con la continuazione dell’assistenza a domicilio.
Il progetto con il Policlinico Gemelli di Roma che prevede?
Si sta mettendo a punto una rete medica che metta in relazione tra di loro tutti i professionisti sanitari a livello nazionale e internazionale con condivisione dei protocolli medici. In questo modo si evitano i viaggi e i bambini malati possono essere curati negli ospedali delle proprie città. La campagna 2015 è attiva fino al 31 ottobre prossimo.
Intanto, come testimonial, la vediamo di nuovo in tv. Come è cambiato, a suo parere, il piccolo schermo?
Credo che la fruizione tradizionale della tv sia destinata a scomparire. I giovani la seguono su Internet e sui vari devices in forme alternative come quella offerta da Periscope. La tv generalista è seguita da una fascia abbastanza in età che non ha dimestichezza con il web.
Quale personaggio femminile potrebbe diventare oggi la sua erede?
Non ci sono più gli spazi perchè possa emergere in tv una persona con le mie stesse caratteristiche. L’intrattenimento è radicalmente cambiato, si identifica con proposte come Italia’s got talent o altri show simili che, pur essendo accattivanti, sono un insieme di attrazioni spettacolari. Non è più possibile, in tale contesto, costruire la carriera di un personaggio sulle sue corde professionali.
C’è nel panorama televisivo qualche esempio di varietà?
I programmi di Carlo Conti, ad esempio. Ma con i personaggi che si mettono in gioco, muta radicalmente l’approccio che diventa sempre più proiettato verso nuove forme di spettacolo.
Dopo i risultati non esaltanti di Forte forte forte, come ha vissuto la sua esclusione dalla giuria da parte di Raffaella Carrà?
Sono stata sinceramente dispiaciuta dell’insuccesso del programma. Può capitare a tutti noi che facciamo questo mestiere. Perciò mai gioire delle disgrazie altrui. Certo, ammetto che la mia esclusione mi ha amareggiata in un primo momento. Ma poi l’ho vissuta con distacco.
Ha visto almeno una puntata del talent?
Purtroppo no. Ero a teatro, impegnata con Rapunzel, spettacolo che è stato accolto da un ottimo gradimento di pubblico. Ricevere i complimenti entusiasti di Pippo Baudo, venuto alla prima, mi ha gratificato professionalmente e umanamente.
Rapunzet tornerà nei teatri?
A Natale saremo a Milano, poi il tour proseguirà con qualche tappa anche all’estero.
Ha altri progetti teatrali?
Tornerò sul palcoscenico insieme a Marco Columbro. Un autore molto importante sta scrivendo una commedia studaita sulle nostre corde professionali.
Quali programmi segue in tv?
Soprattutto le prime puntate di tutti i programmi. Con i miei figli seguiamo X Factor e tanto calcio. E anche le serie tv. Non ho visto 1992 in onda su Sky, ma mi hanno detto che sono stata molto citata nelle vicende di quegli anni televisivi.
Qualcuno dei suoi quattro figli è intenzionato a entrare nel mondo dello spettacolo?
Nessuno. Guardano la tv solo come spettatori
Suo marito, Silvio Testi, ha progetti come produttore?
Si, sono in cantiere progetti televisivi, tra cui uno anche targato Rai. In particolare sta puntando l’attenzione sui nuovi media.
Qui l’edizione dello scorso anno.